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Per cosa ti infiammi? Quale passione ti fa ardere? Il fuoco è quella energia che sale, che trasforma. Può scaldare, tenere in vita oppure distruggere.

Conosci Anselm Kiefer? Quella in foto sono io vicino alla sua monumentale esposizione al Palazzo Ducale di Venezia. La prima sensazione che ho provato è stata quella di trovarsi davanti ai postumi di un incendio… ma non conoscevo la storia del palazzo e le fiamme che lo hanno attraversato nel 1577. A poco a poco la mia percezione si è aperta a quelle immense pareti piene di energia condensata, di paglia, di piombo, resina, acrilici, vernici e oggetti impigliati… trattenuti dalle maglie della realtà, e dallo sguardo dell’artista che ci racconta una storia e allo stesso tempo ci offre una visione lampo sul futuro.

Ho alzato lo sguardo al soffitto e ho visto poi gli stucchi dorati e poi i dipinti del Tintoretto… e mi è sembrato di intuire il perché la cenere sia così fertile: nell’arte, come nella vita bisogna confrontarsi con l’illusione della distruzione, vedere sorgere il nuovo sulla memoria del passato. Vedere cicli che si ripetono e avvertire il corto circuito del tempo: la meraviglia che provo davanti a Kiefer è la stessa di quella che mi suscita Tintoretto. Io stessa sono una persona diversa all’uscita della mostra, a quella combustione affido vecchie idee, pensieri superati… in me si fa spazio qualcosa che ancora non so.

Sulla parete una frase “Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce” (Andrea Emo)

E tu, lo conosci il segreto del fuoco? Consegni alla trasformazione ciò che ha fatto il suo tempo per vedere nuova luce?

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